All’interno delle dinamiche familiari, la violazione dei doveri coniugali o genitoriali può travalicare l’ambito del mero conflitto personale per sfociare in una vera e propria responsabilità civile.
Tradizionalmente confinati ai rimedi tipici del diritto di famiglia (come l’addebito della separazione), oggi tali illeciti permettono di esperire vere e proprie domande di risarcimento del danno non patrimoniale.
Grazie al recente d.lgs. n. 264/2024, è ora possibile richiedere il risarcimento del danno derivante dalla violazione dei doveri coniugali o genitoriali contestualmente alla domanda di separazione o di divorzio. Questa importante semplificazione permette di trattare le pretese risarcitorie all’interno del medesimo giudizio, evitando la frammentazione dei procedimenti.
La giurisprudenza di legittimità (Cass. 19 novembre 2020, n. 26383; Cass. 7 marzo 2019, n. 6598) ha chiarito che non ogni inosservanza dei doveri familiari dà diritto a un risarcimento. Per configurare un danno non patrimoniale, devono concorrere due requisiti:
- Lesione di diritti costituzionalmente tutelati.
- Superamento di una soglia minima di tollerabilità della lesione stessa.
In assenza di un danno concreto, la sola violazione non comporta alcun risarcimento automatico (non è un danno in re ipsa); è onere della parte dimostrare l’effettiva portata degli effetti negativi subiti.
Tipologie di illecito endofamiliare
1.Danno da deprivazione genitoriale
(Cass. Civ. ord.9 dicembre 2024 n. 31552)
Il dovere dei genitori di istruire, educare e mantenere la prole è sancito dall’art. 30 della Costituzione e dal Codice Civile (artt. 147, 148 e 315 bis c.c.).
- Il disinteresse prolungato di un genitore verso il figlio può integrare il cosiddetto “danno da deprivazione genitoriale”.
- È necessario provare in che misura il figlio abbia subìto l’assenza della figura genitoriale.
2.Violazione dei doveri coniugali
(Cass. Civ., ord. 19 novembre 2020, n. 26383)
Il risarcimento può scattare quando la condotta di un coniuge lede la salute, la dignità o l’onore dell’altro.
- Infedeltà: Il tradimento non è di per sé fonte di risarcimento, a meno che non avvenga con modalità ingiuriose (es. pubblicamente nell’ambiente di lavoro o sociale) o causi una sofferenza tale da ledere il diritto alla salute.
3.Condotte di rilevanza penale
Rientrano in questa categoria le fattispecie più gravi, come i maltrattamenti in famiglia o la violenza domestica, che legittimano sempre la richiesta di ristoro per il danno subìto.
Onere della prova e quantificazione del danno
Per ottenere il risarcimento, il danneggiato deve provare:
- La violazione effettiva dei doveri coniugali o genitoriali.
- La lesione di un diritto costituzionale.
- Il danno effettivamente patito.
Ai fini della quantificazione economica, è spesso indispensabile una relazione medico-legale. Tale perizia serve a determinare se il danno alla salute sia permanente o temporaneo e a definirne la durata e la percentuale di invalidità. Questi dati sono essenziali per l’applicazione delle tabelle di liquidazione e per determinare il valore della controversia.
Affrontare le conseguenze di un illecito endofamiliare richiede non solo competenza tecnica, ma anche una profonda sensibilità verso le dinamiche umane coinvolte.
Il nostro Studio è a disposizione per valutare la sussistenza dei presupposti legali e guidarvi nel percorso di tutela dei vostri diritti e di quelli dei vostri figli.
Avv. Monica Bonati
